Cronache dall'era delle narrazioni digitali
4 Novembre 2012
Ieri - come ogni Sabato - seguivo distrattamente TvTalk. Tra gli ospiti in studio - oltre ai già famosi Luca Telese e Maria Volpe - era presente la "Youtube celebrity" Guglielmo Scilla, in arte Willwoosh.
Durante l'intervista il conduttore Massimo Bernardini non riesce a nascondere una leggera antipatia nei confronti del ragazzo, reo probabilmente di essere fautore di intrattenimento frivolo, in formati perfettamente adatti al web.
Per questo motivo, forse involontariamente, tenta di screditare in qualche modo il personaggio. Tentativo vanificato dai dati che testimoniavano il successo delle sue performance (per citarne uno, le visualizzazioni sul suo canale Youtube: 60.000.000. Vasco Rossi ne ha 1/6).
A trasmissione conclusa il conduttore, per attenuare la sua dissonanza cognitiva, invia un tweet ai suoi followers:
Come per il caso 24Job e altri esempi celebri, si ripresenta il "problema dei 140 caratteri" ( Umberto Eco la chiamava decodifica aberrante, correggetemi se sbaglio).
Bernardini viene frainteso, e nei tweet successivi prova a spiegarsi:
Purtroppo non è semplice interfacciarsi con alcuni followers, che hanno percepito il tentativo di screditare un loro idolo. Tentativo vanificato maggiormente dal fatto che la conversazione si svolge all'interno del canale appena messo in cattiva luce: internet.
Sembra doveroso scrivere che prima di questo tweet il conduttore si era prodigato in una fulgida dichiarazione nei confronti delle conversazioni attivatesi su twitter durante i 10' di intervento di Guglielmo Scilla.
Anche da qui lasciava trasparire un certo distacco nei confronti del "popolo del web".
Lamentandosi del fatto che la maggior parte delle persone è intervenuta nei dieci minuti dedicati a Scilla.
Le reazioni non si fanno attendere.
Dall'ultimo intervento traspare una presa di posizione chiara di Bernardini nei confronti del web. Il conduttore, incalzato da una domanda in merito alla cattiva gestione dell'intervista, tenta di estendere ampliare il raggio della discussione (cfr. Arthur Schopenauer, l'arte di ottenere ragione), generalizzando sulla cattiva abitudine dei giovani internauti, rei di percepire il web come luogo sacro ed intoccabile.
La risposta arriva puntuale, e anche i dati d'ascolto (ai quali Bernardini teneva molto), confermano il grave errore di gestione di un'intervista operato dal conduttore.
Stimo Bernardini per la sua professionalità, offuscata purtroppo da un pregiudizio bieco nei confronti degli interessi di quelli che l'istat definirebbe "giovani".