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Il Menestrello 2.0

Cronache dall'era delle narrazioni digitali

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Miti e realtà sul Corporate Storytelling - Ferrero Rocher.

Oggi mi è capitato di visionare il nuovo spot Ferrero Rocher, confezionato per festeggiare i 30 anni del prodotto. Eccolo qui:

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Il concept della campagna "Perché non ci può essere festa senza Ferrero Rocher" indica la chiara intenzione di voler esaltare le qualità di un prodotto apprezzato a livello internazionale (Il collage visivo confezionato per lo spot lo dimostra), e i suoi trent'anni di storia. L'accento su quest'ultima è messo in risalto anche dal contrappunto musicale, la canzone Così Celeste di Zucchero Fornaciari, anche lui giunto nel 2012 a trent'anni di carriera.

Buona parte di noi ricorderà gli spot dedicati al Ferrero Rocher andati in onda nel corso degli anni. La maggior parte di questi metteva in scena una donna, di origini nobili e vestita di giallo - come l'incarto dei cioccolatini - rappresentata in un contesto quotidiano, intenta a dialogare con il suo maggiordomo.

La frase pronunciata era sempre la stessa: Ambrogio, ho voglia di qualcosa di buono. Il maggiordomo era sempre pronto ad estrarre un vassoio di Ferrero Rocher - contornati di una sorta di aura mistica - per soddisfare le esigenze della donna.

Qui sotto potrete visionare gli spot più significativi (ringrazio il creatore di questo allineato):

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Il testo del nuovo spot, che andrà in onda fino al 23 Dicembre, mi ha fatto subito pensare ad una forma embrionale di Storytelling, e proverò subito a spiegarne le ragioni.

Miti e realtà sul Corporate Storytelling - Ferrero Rocher.

La Ferrero S.p.A. è una multinazionale dolciaria che nasce nel 1942 ad Alba, in provincia di Cuneo. Sin dai primi anni d'insediamento l'azienda è riuscita a godere di grande fama, dovuta alla capacità di saper sfruttare un prodotto come le nocciole - a basso costo e largamente disponibile ad Alba - nel confezionamento di prodotti dolciari.

La Nutella, crema di nocciole prodotta a partire dal 1964, ha permesso a Ferrero di consolidare la sua posizione di leadership nell'industria dolciaria, consentendole di aprire stabilimenti produttivi e sedi di rappresentanza in buona parte del globo.

Rafforzare l'identità del Brand e del prodotto si rivelava quindi una scelta essenziale, per questo motivo l'azienda decise di impiegare una parte dei profitti in investimenti pubblicitari.

Nel quinquennio '71-'76 Ferrero cominciò a muovere i primi passi verso lo storytelling aziendale, attraverso la storia Il gigante Amico - ideata dai fratelli Toni e Pino Pagot- in onda su Carosello.

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Dallo spot emerge chiaramente la volontà dell'azienda di rappresentarsi come un colosso multinazionale; il gigante amico non è solo il protagonista delle narrazioni - intento a proteggere gli abitanti di paese felice - ma anche Ferrero, come viene esplicitato in coda ad ogni storia.

Miti e realtà sul Corporate Storytelling - Ferrero Rocher.

In questi anni gli esperti del settore si sono a lungo interrogati sulla crisi della pubblicità tradizionale, messa a dura prova dall'avvento dei media digitali.

Stiamo assistendo all'avvicendamento e, talvolta alla sovrapposizione, di molteplici teorie atte ad interpretare i comportamenti di consumo dei nuovi utenti, calati in un ecosistema saturo di messaggi pubblicitari. Putroppo, citando Séguéla: troppa pubblicità uccide la pubblicità.

Per fronteggiare la crisi la pubblicità cerca nuovi modi di emergere, e una delle tendenze in atto, sembra essere, come già citato qui e in un numerosi altri blog, lo storytelling.

Lo storytelling si configura come un ritorno alla pubblicità descrittiva, che permette ad un'azienda di raccontare e raccontarsi.

Ferrero Rocher, in concomitanza con i suoi trent'anni di attività, prova a raccontare ai suoi clienti una storia, confezionando uno spot denso di connotazioni romantiche ed emozionali, e creando un blog che sembra rappresentare a pieno l'intenzione di investire in una dimensione narrativa.

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